Fra risanamento religioso e rafforzamento della razza. Il processo dicostruzione della memoria dell'immigrazione italiana nel sud del Brasile negli anni 1920

Luis Fernando Beneduzi

Resumen


Il concetto di Storia è attraversato da due realtà: gli avvenimenti passati e la narrazione delle esperienze del vissuto umano. Oltre alla concretezza del reale, dal passato ci arrivano segnali che sono rielaborati e declinati al presente in quanto rappresentazioni della passeità. Nel caso specifico dell’immigrazione italiana nel sud del Brasile, l’anno 1925 è caratterizzato da un grande processo di festeggiamento dell’italianità –i 50 anni dell’arrivo degli italiani– e una conseguente rilettura delle dinamiche che hanno segnato i primi insediamenti italici nel Brasile meridionale. Su una chiave di lettura che mette insieme politica fascista, progetto politico del Partito Repubblicano Riograndense e ascesa sociale delle élite coloniali, il processo migratorio (ovvero civilizzatore) viene raccontato dando particolare risalto all’idea di un’esperienza riuscita bene, ai pionieri che hanno portato prosperità e una morale sana ai confini meridionali del Brasile. L’album del cinquantenario della colonizzazione italiana nel Rio Grande do Sul è diventato lo spazio per eccellenza della produzione di una memoria sul processo migratorio peninsulare e il punto di partenza delle letture mnemoniche elaborate negli altri momenti di festeggiamento etnico. Le raffigurazioni del buon cattolico e della razza forte sono idee-immagini grandemente sviluppate nella narrazione commemorativa dei 50 anni dell’immigrazione e si sono costituite emblema dell’identità italiana nella pampa brasiliana.


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