Militari italiani e grande guerra

Emilio Franzina

Resumen


Il saggio verte su alcuni aspetti dei fenomeni immigratori che si collegano alla genesi e alla tenuta dei sensi di appartenenza etnica e nazionale. Accanto alla progressiva rimozione dei vecchi meccanismi di acculturazione linguistica, che scalzano, ove posseduto in partenza, l’italiano procurando la sua sostituzione progressiva –e in parte fisiologica– con il castigliano si assiste in America, per integrazione, anche al declino dell’“italianità politica”. Un momento di svolta prima del definitivo affermarsi di tale processo di “argentinizzazione” fu rappresentato però dalla congiuntura della grande guerra. Il suo deflagrare, infatti, coincise con il momento di massima espansione (non solo a Buenos Aires) della presenza immigratoria straniera e di quella italiana in particolare. Diversamente da quanto succederà più tardi con il secondo conflitto mondiale, dopo quasi vent’anni però di declino o di arresto dei flussi in entrata, tra il 1914 e il 1918 si poté assistere infatti a una concreta forma di doppio patriottismo o di duplice lealtà politico-istituzionale da parte dei gruppi etnici immigratori all’interno dei quali si generarono scelte come la decisione presa da molti dei loro componenti di arruolarsi sotto le bandiere delle “antiche patrie” per raggiungere i campi di battaglia europei.



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